Evidenze forensi e delitti perfetti

Le evidenze forensi sono oggetti di uso quotidiano che assurgono a prove in presenza di un crimine. Nel caso di Nathan Leopold e Richard Loeb, che uccisero Bobby Frank, furono un paio di occhiali e una macchina per scrivere.

di Redazione - 1 novembre 2017

Le evidenze forensi sono oggetti di uso quotidiano che assurgono a prove in presenza di un crimine. Nel caso di Nathan Leopold e Richard Loeb, che uccisero Bobby Frank, furono un paio di occhiali e una macchina per scrivere.

Ciò che colpisce del crimine che i due commisero nel 1924 a Chicago fu la mera voglia di commettere il delitto perfetto.

Rapirono e uccisero il quattordicenne Bobby Frank semplicemente per misurarsi con le autorità.

Nathan Leopold e Richard Loeb all’epoca dei fatti erano due studenti poco meno che ventenni e di buona famiglia.

Anche la vittima, che era un lontano cucino di Loeb, viveva in una famiglia benestante.

Furono scoperti grazie alle evidenze forensi che, per l’epoca, non era cosa da poco.

Oggetti come un paio di occhiali, di Leopold, e una macchina da scrivere utilizzata per la lettera di riscatto, furono analizzati e considerati prove durante il processo a carico dei due studenti.

Rapimento, omicidio e riscatto

Il pomeriggio del 21 maggio 1924, dopo aver pianificato il delitto per mesi, Richard Leob e Nathan Leopold entrano in azione. Sono freddi, sanno cosa vogliono. Come veri killer.

Hanno noleggiato un’auto usando un falso nome. Avvicinano Bobby Frank e lo convincono a salire in auto con la scusa di dargli un passaggio.

Il ragazzino inizialmente rifiuta, ma alla fine sale.

L’aggressione scatta immediatamente: picchiano Bobby e gli infilano una calza in gola. Poi si allontano in auto dalla città. Percorrono una quarantina di chilometri.

Passano il confine di Stato con l’Indiana. Si sono già procurati dell’acido per sfigurare la vittima in modo da rendere difficile l’identificazione.

Prima di abbandonare il corpo, lo svestono. A quel punto, dopo aver ripulito l’auto da cima a fondo, rientrano a Chicago.

Nel contempo si erano procurati una macchina per scrivere. L’avevano sottratta a un ufficio dell’università e, dopo averla usata per scrivere la nota di riscatto, se ne erano sbarazzati distruggendola.

Evidenze forensi e testimonianze

Il corpo di Bobby Frank viene scoperto da un immigrato polacco. Non ci vuole molto per capire a chi appartenga il cadavere.

Anche perché i due omicidi avevano fatto telefonate a casa Frank annunciando che Bobby era stato rapito e che per riaverlo sarebbe stato necessario un riscatto.

Gli investigatori si recano sulla scena in cui il cadavere di Bobby è stato ritrovato.

Non poco lontano dal corpo c’è un paio di occhiali: la montatura è decisamente particolare. Le cerniere che servono per chiudere le stanghette, infatti, sono più uniche che rare.

Una breve indagine fa emergere che nell’intera Chicago ne sono stati venduti solo tre esemplari. Uno è stato acquistato da Nathan Leopold.

Quando viene interrogato, lo studente nega ogni addebito e sostiene che probabilmente ha perso gli occhiali mentre era intento nel bird watching.

Gli investigatori non gli credono, ma non hanno ancora elementi sufficienti.

La macchina per scrivere la nota del riscatto viene ritrovata in poco tempo. Nonostante il tentativo di distruzione, funziona.

Dopo aver inserito un nuovo foglio, gli investigatori provano a scrivere le esatte parole della nota del riscatto dimostrando che la macchina è la stessa.

Evidenze forensi e processo

Le evidenze forensi in possesso degli investigatori, gli occhiali di Leopold e la macchina per scrivere, provano al di là di ogni ragionevole dubbio che i due studenti hanno assassinato Bobby Frank.

Entrambi confessano il delitto.

Sono stati condannati entrambi al carcere a vita.

Richard Loeb è morto, trentenne, nel 1936 assassinato in carcere da un altro detenuto.

Nathan Leopold è morto all’età di sessantasei anni, nel 1971. Dal 1958, nonostante la condanna a vita (più novantanove anni, come Loeb), aveva ottenuto la scarcerazione. Da quell’epoca viveva a Puerto Rico dove si era sposato.