Balistica forense: il caso di John Toms

La balistica forense è entrata di diritto in un'aula di tribunale nel 1784 quando John Toms venne accusato di aver ucciso Edward Culshaw. Si tratta del primo caso documentato di balistica forense.

di Redazione - 27 ottobre 2017

balistica forense flintlock

La balistica forense è entrata di diritto nelle aule di tribunali alla fine del 1700 in Inghilterra. Era il 19 gennaio 1784 quando un tale di nome John Toms decise di seguire un compare, tale Edward Culshaw, falegname, sulla strada per Liverpool.

Di John Toms non si sa molto, ma le cronache dell’epoca parlano piuttosto chiaramente dell’intento per cui seguì Culshaw: rapina. La voglia di impossessarsi dei suoi averi era molta, tanto che Toms era armato.

Quando fu il momento giusto, Toms si avvicinò a Culshaw e gli sparò un colpo alla testa. Colpo che fu letale per la vittima.

A quel punto Toms si impossessò dell’orologio di Culshaw, di qualche moneta e decise, stando al Wednesday’s Post del 30 gennaio 1784, di piazzare l’arma nella mano della vittima, a simulare un suicidio.

Balistica forense e omicidi

Non era certo il primo caso in cui uomo ne ammazzava un altro per profitto. Gli omicidi, allora come ora, erano indagati alla ricerca del colpevole.

Le armi da fuoco dell’epoca non sono come quelle che siamo abituati a vedere, anche e soprattutto in tv e al cinema.

Fatto sta che chi intervenne sulla scena esaminò l’arma da fuoco, come nella migliore tradizione della balistica forense. Nel contempo un medico esaminò il corpo di Edward Culshaw.

Nella sua testa, insieme alla palla che lo aveva ucciso, fu rinvenuto un pezzo di carta.

Per caricare quel tipo di pistola era necessario usare polvere da sparo e una palla in metallo (che una volta uscita dalla canna, si chiama proiettile).

Chi aveva caricato l’arma si era servito di un pezzo di carta: serviva a incanalare la polvere da sparo nella canna. Lo stesso pezzo di carta era poi stato ripiegato più volte e utilizzato per fermare la palla all’interno della pistola.

Non era strano che la carta venisse utilizzata in quel modo.

I primordi della balistica forense

Dopo il delitto, John Toms non era andato lontano. Tanto che le autorità che indagavano sulla morte di Culshaw, lo trovarono la sera stessa.

Nessuno aveva creduto al suicidio: forse sembrò strano che un uomo si fosse suicidato in mezzo a una strada e non, magari, in casa sua.

Toms venne perquisito e nella tasca del suo cappotto venne ritrovato un foglio di carta da cui era stata strappata una parte. Quella stessa parte che era andata a finire nella testa di Edward Culshaw.

Le due parti del foglio combaciavano perfettamente e, per questo, John Toms fu ritenuto colpevole dell’omicidio di Culshaw.

Il 26 marzo dello stesso anno, un venerdì, al termine del processo, John Toms fu condannato alla pena di morte. La sentenza venne eseguita lunedì.

Il corpo di John Toms venne donato all’istituto di medicina legale per essere utilizzato a fini di studio scientifico.