Impronte digitali: i due West di Leavenworth

Le impronte digitali servono per l'identificazione. Ultimamente sono state messe in dubbio, più dai giornalisti che dagli scienziati forensi, ma nel 1903 servirono a fare chiarezza su due detenuti.

di Redazione - 30 ottobre 2017

impronte digitali will william west

Le impronte digitali servono per l’identificazione. Ultimamente sono state messe in dubbio, più dai giornalisti che dagli scienziati forensi, ma nel 1903 servirono a fare chiarezza su due detenuti.

Il 1903 è l’anno in cui l’antropometria segnaletica inventata da Alphonse Bertillon tramonta definitivamente.

Già nel 1892 con il caso di Francisca Rojas il cosiddetto bertillonage aveva subito un forte contraccolpo, ma nella maggior parte del mondo occidentale era ancora il metodo utilizzato per identificare le persone.

Il bertillonage, dal nome del suo inventore, si basa sul portait parlé, ovvero sul ritratto parlato: si tratta di misurare parti del corpo e riportarle su schede ad hoc.

Secondo Bertillon, infatti, ognuno di noi ha misure diverse da qualsiasi altra persona.

Impronte digitali contro misurazione antropometrica

Fino al 1903 nessuno si era permesso di fare obiezioni: il bertillonage veniva combinato con le impronte digitali.

Le cose cambiarono quando Will West fece il suo ingresso nella prigione di stato di Leavenworth, Kansas.

Al momento dall’ammissione nell’istituto penitenziario, Will West venne schedato secondo il bertillonage: fotografia del volto (in due diverse angolazioni) e misurazione degli arti, del viso, della testa, del tronco.

Quando il suo cartellino segnaletico venne inserito nell’archivio si scoprì immediatamente che un altro carcerato, William West, presentava oltre al nome pressoché identico, identiche misure antropometriche.

Si procedette quindi con le impronte digitali: fu l’unico metodo in grado di distinguere i due carcerati. Le impronte digitali infatti erano diverse.

Il tramonto del bertillonage

Il 1903 decretò la fine del bertillonage. Era necessario un metodo di identificazione certo.

Ultimamente le impronte digitali sono state oggetto di articoli, alcuni dai titoli piuttosto eclatanti, in cui ci si è stupiti del fatto che non siano uniche.

Fino a oggi non sono stati trovati due individui che condivano le stesse impronte digitali. Motivo per cui si tende a dire le impronte digitali siano uniche.

Non c’è un metodo per rilevare, contemporaneamente, ai sette miliardi di persone che popolano il pianeta le impronte digitali. E di compararle, sempre nello stesso istante.

Questo è il motivo per cui nessuno scienziato forense dirà mai che sono uniche.

Ed è anche la stessa ragione per cui si parla di “compatibilità” tra le impronte prelevate a un indiziato e quelle rilevate sulla scena di un crimine.

Compatibile significa che possono essere (anche) dell’indiziato.

Nel caso dei due West le impronte digitali posero fine alla questione su chi fosse Will e chi Wiliam.