Omicidi in Italia: quanti sono ogni anno?

Si parla molto di femminicidio, ma quali sono i dati reali del fenomeno? Per studiarlo è necessario innanzitutto capire quanti sono gli omicidi.

di Cristina Brondoni - 17 agosto 2017

omicidi in italia

Secondo il Rapporto Eures-Ansa sull’omicidio volontario in Italia pubblicato nel 2013, nel 2012 ci sono stati 526 omicidi volontari. Il dato più interessante, però, riguarda l’andamento degli omicidi volontari. Mentre nel 1990 sono stati 1.633, nel 1995 sono scesi a poco più di mille e nel 2000 a 755. Se mettiamo in correlazione questo dato con le stragi di mafia che hanno provocato, oltre alla perdita di donne e uomini servitori dello Stato senza paura, anche una risposta forte e decisa contro le cupole delle organizzazioni criminali, come la cattura di Totò Riina.

In Italia, lo dice la statistica – che si basa esclusivamente su dati reali – di omicidio volontario si muore poco e sempre meno. Se compariamo l’Italia con altri Paesi europei, l’indice di rischio (ovvero le possibilità di morire ammazzati) è 1 ogni 100.000 abitanti. L’ameno Lussemburgo è più pericoloso con 1,8 ogni 100.000 abitanti. L’Austria con il suo 0,6 si colloca in testa ai Paesi europei più sicuri (dal punto di vista dell’omicidio volontario, naturalmente).

Omicidi e Paesi sicuri

Anche in questo caso è necessario leggere la statistica, senza limitarsi a guardarla. Davvero il Lussemburgo è più pericoloso dell’Italia? No. Anche se la statistica farebbe sembrare il contrario. Diciamo che è opportuno soffermarsi sul numero di abitanti e sugli omicidi: il Granducato di Lussemburgo ha una popolazione di poco più di mezzo milione di abitanti. Significa che se in un anno vengono commessi dieci omicidi, abbiamo l’indice di rischio a 2 (1,8, se ne vengono commessi nove), ma chi vive in Lussemburgo? Lussemburghesi? Anche. Ma non solo. Vive una quantità di gente di altre nazionalità che in Lussemburgo basa attività remunerative. E si sa, i soldi, soprattutto se sono molti, sono un ottimo movente per l’omicidio volontario.

E il femminicidio? In Italia si è iniziato a parlare di femminicidio qualche anno fa per riferirsi agli omicidi volontari che hanno per vittima una donna. Da quel momento in poi abbiamo assistito a una sorta di bollettino di guerra in cui, ogni giorno, si parla di una donna uccisa. Ma, se il totale complessivo delle vittime di omicidio volontario, nel 2012, era di 526, quante sono le donne morte? La metà? Se ce ne fosse veramente una al giorno, dovremmo arrivare comodamente a 365 vittime. Ma non è così.

Nel 2012, sempre l’anno di riferimento del Rapporto Eures-Ansa, sono state l’8,6% del totale, ovvero 159 donne. Ma, attenzione, non tutte sono vittime del cosiddetto femminicidio. Se vogliamo intendere per femminicidio una vittima donna per mano di un autore uomo, allora il totale scende a 107.

Qualsiasi vita spezzata per mano di qualcun altro è una perdita. Ma è necessario leggere e interpretare le statistiche. Diversamente diremmo che il Lussemburgo è uno dei luoghi più pericolosi dove mettere piede.