Peter Cramer, il re di Hollywood

Abbiamo incontrato a Los Angeles il presidente delle produzioni Universal Pictures che ci ha raccontato, tra le altre cose, che il crimine paga. Almeno al cinema e in tv.

di Redazione - 13 novembre 2017

peter cramer universal studios

di Alessandra De Tommasi

Sul piccolo o sul grande schermo, ci sono storie destinate a diventare immortali.

Alcune mettono in scena le nostre paure più nascoste, altre si ispirano alle atrocità della realtà.

Esistono tendenze di generi, ma alcuni, come il crime, sembrano non subire il logorio del tempo.

Lo racconta nel suo ufficio di Los Angeles Peter Cramer, presidente delle produzioni Universal Pictures dal 2015, annata record per maggior incasso al box office negli USA, a livello internazionale e mondiale.

A Peter Cramer va riconosciuto il merito di aver prodotto film come Pitch Perfect, Ted e Jurassic World.

Peter Cramer Hollywood
Peter Cramer (Photo: Alex J. Berliner /ABImages)

Il progetto italiano Cinemaster, promosso dal canale Studio Universal, quest’anno ha premiato in Italia il cortometraggio Gionatan con la G, che racconta un caso di violenze domestiche.

[Crime Magazine] Peter Cramer, perché è necessario continuare a raccontare questo genere di storie?

[Peter Cramer] Un film o una serie tv è un bel modo per raccontare quello che succede nella società, soprattutto per quanto riguarda la zona grigia della realtà, perché permette di esplorare in maniera potentissima la connessione emotiva tra l’argomento trattato e il pubblico.

[CM] Perché le storie crime continuano ad affascinare lo spettatore?

[PC] Il lato oscuro probabilmente esercita un grande fascino sul pubblico perché gli permette di esplorare in maniera sicura situazioni che altrimenti, nella realtà, non sperimenterebbe.

È la natura umana che ci spinge a interessarci alle storie gialle.

Il crime è infatti un genere che non ha mai perso un grammo del suo appeal.

Basta guardare un film di Martin Scorsese per capire come sia possibile continuare a esplorare questo filone e al tempo stesso desiderare che non finisca mai.

[CM] Come si evolve la fortuna del genere crime?

[PC] Universal sta attualmente lavorando a un remake di Scarface, ambientando il racconto tra i cartelli della droga messicana a Los Angeles anziché parlare di gangster come l’originale.

[CM] Perché?

[PC] Il crime è un ottimo modo per raccontare i tempi che stiamo vivendo, come d’altronde è sempre successo con capolavori come Quei bravi ragazzi.

Non dipingono la cattiveria in modo gratuito, ma indicano la direzione che sta prendendo la società. Il Padrino, ad esempio, è una grande storia americana.

[CM] Vale lo stesso anche oltreoceano, con fenomeni come Gomorra?

[PC] Ho visto il film ed è assolutamente strepitoso! E, anche se non ho ancora avuto modo di vedere la serie tv, mi sembra una storia capace di offrire una prospettiva diversa della realtà.

[CM] Quali storie del genere ha prodotto di recente Universal?

[PC] Da American Gangster con Russell Crowe, una storia epica a dir poco brillante, all’incredibile Charlize Theron in versione Atomica Bionda [il film sarà in home video il 13 dicembre, N.d.R.] dalla saga di Jason Bourne a L’uomo di neve con Michael Fassbender: queste storie criminali sono grandi archetipi.

atomica bionda peter cramer
La locandina di Atomica Bionda.

[CM] Oggi molte serie del passato stanno tornando in tv con nuove stagioni. Concorda con chi pensa che ci sia in giro una grave carenza di creatività?

[PC] Oggi lo spettatore ha un ampio ventaglio di scelte e diverse piattaforme da cui attingere. Come si fa, allora, a catturarne l’attenzione? In parte si può farlo riproponendo titoli familiari, una sfida già vinta purché mantenga l’integrità della narrazione.

Pensa a Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, un autentico capolavoro: il personaggio di Batman non ha niente di nuovo, eppure ridisegna la storia in modo potentissimo e originale.

La mancanza di originalità non ha niente a che fare con progetti del genere, che invece si basano sull’idea di continuare a proporci racconti che ci piacciono e che il pubblico domanda a gran voce.

Universal sta mandando in onda la nuova stagione di Will&Grace e basta guardare un episodio per rendersi conto che è davvero il migliore telefilm del momento.

La produzione si basa su domanda e offerta e se non fosse il pubblico a chiedere questi ritorni di sicuro non sarebbero realizzati.

[CM] Cosa succede, allora, con questi ritorni?

[PC] Danno l’opportunità agli sceneggiatori di scavare ancora più a fondo nelle dinamiche dei personaggi, proprio come abbiamo intenzione di fare con il nuovo Scarface.

Vale per Will&Grace, con il tono di scrittura sempre più brillante e nuove vicende da raccontare, e anche per Pitch Perfect, un franchise in continua ascesa.

Sulla carta sembrerebbe impossibile perché le protagoniste, ormai quarantenni, sono lontane dai tempi del college.

E invece no: i personaggi sono cresciuti proprio come le attrici che le interpretano e, com’è successo a noi e ai nostri amici, si trovano ad affrontare nuove sfide.

[CM] Quali sono, allora, gli ingredienti di una buona storia?

[PC] Deve trovare una connessione con lo spettatore e, a mio avviso, non esiste un modo giusto di farlo né una ricetta perfetta da seguire.

[CM] Un film o un telefilm deve educare o solo intrattenere?

[PC] Entrambe le cose: una storia deve avere qualcosa da dire e lasciare il segno, ma può anche solo divertire e fare compagnia al pubblico.

[CM] Qual è il punto di forza di Universal rispetto alle altre major di Hollywood?

[PC] L’eclettismo, che ci permette di puntare anche su progetti più piccoli e indipendenti.

[CM] Quindi finanzierebbe l’idea nata da un giovane di talento ma senza esperienza, affidandogli persino un progetto ad alto budget?

[PC] Il progetto Cinemaster sostiene appunto nuove voci nel mondo dell’intrattenimento.

Certo, l’esperienza ha un grande valore, specialmente nei progetti ad alto budget, ma in passato abbiamo supportato il lavoro di registi ai primi passi della carriera o siamo tornati a lavorare con loro prestando enorme attenzione a cosa hanno da dire i giovani.

[CM] Alcune delle storie più amate trovano una nuova vita nei vostri parchi divertimenti, o sbaglio?

[PC] Il parco divertimento è un’opportunità di coinvolgere anche fisicamente il pubblico in una nuova avventura con personaggi amatissimi, di vari generi, inclusi l’horror e il crime

Quest’ultimo è predominante anche in tv e continuerà a esserlo.

Peter Cramer e il Progetto Cinemaster

Cinemaster è un progetto organizzato dal canale Studio Universal (Mediaset Premium sul digitale terrestre).

Ogni anno, da due decenni, premia un giovane regista con un master di due settimane agli Universal Studios di Los Angeles, durante il quale incontra i responsabili dei dipartimenti della major, dalla scelta del progetto alla produzione.

Il cortometraggio vincitore nel 2017, scelto in collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) e il CSC Production, si intitola Gionatan con la G ed è stato realizzato dal romano Gianluca Santoni, classe ’91.

Gianluca Santoni
Gianluca Santoni vincitore Cinemaster 2017 (foto Jonas Mohr).

Acquistato da NBC Universal Global Networks Italia Srl, il lavoro andrà in onda nel programma A noi piace corto il 20 e il 25 novembre sul canale Studio Universal in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne [25 novembre, N.d.R.].

La storia ruota attorno a un bambino che cerca, a modo suo, di proteggere la mamma dagli abusi che il marito le riserva quotidianamente.

IL PARCO DI HOLLYWOOD

Universal Studios Hollywood, nel cuore di Los Angeles, è la punta di diamante dei parchi tematici della major. Peter Cramer ci ha illustrato la sua evoluzione e il suo futuro.

Nel 2010 ha inaugurato The Wizarding World of Harry Potter, un’area speciale dedicata all’omonimo maghetto nato nella saga letteraria di J.K. Rowling (Salani editore) e diventato un franchise di successo al cinema (nel 2018 il prossimo film, Animali fantastici e dove trovarli 2).

Harry Potter Universal Studios
“The Wizarding World of Harry Potter” agli Universal Studios di Hollywood.

Il nuovo ampliamento ha fatto impennare il successo di questo paradiso del divertimento.

Da non perdere: l’attrazione Despicable Me Minion Mayhem dedicata a Gru e ai suoi Minion, prima del ritorno di Cattivissimo me 3 in home video il 6 dicembre; Fast & Furious – Supercharged con simulazioni 3D e ad alta velocità e The Walking Dead attraction, dedicato alla serie tv, con battaglia di zombie inclusa.

Nel 2018 arriverà DreamWorks Theatre, una vera e propria oasi dedicata ai titoli d’animazione più famosi della major, tra cui un’avventura multisensoriale dedicata a Kung Fu Panda.

Non mancheranno altre attrazioni, dai pinguini di Madagascar, al Gatto con gli stivali di Shrek fino agli adorabili Trolls. E questo è solo l’inizio!