The Blacklist: attenti a quei due!

Abbiamo incontrato gli attori che interpretano i protagonisti di una delle serie tv crime più amate al mondo. James Spader ha affermato tra le altre cose, che le regole sono fatte per essere infrante, mentre Megan Boone ci ha detto la sua su donne e ambiente.

di Redazione - 16 novembre 2017

the blacklist

di Alessandra De Tommasi

The Blacklist ha rivoluzionato le dinamiche dei racconti crime in tv grazie all’inconsueto rapporto tra il ricercato più pericoloso d’America, Raymond Reddington, e la neoassunta agente dell’FBI Elizabeth Keen.

Comincia così l’avventura a puntate con protagonisti James Spader e Megan Boone, in onda su FoxCrime ogni venerdì alle 21.55 con la quinta stagione.

Nel corso degli anni, il rapporto tra i due si complica al punto da diventare un thriller nel thriller.

In ogni episodio la strana coppia dà la caccia a un diverso criminale, eliminandolo dalla famigerata lista di Reddington, che collaborando con l’agenzia fa fuori, uno dopo l’altro, tutti i rivali in affari.

Interessi “professionali” e faccende private contaminano le missioni e, passo dopo passo, gli obiettivi e le motivazioni diventano sempre più oscure.

Ce ne ha parlato Megan Boone al Festival della televisione di Monte Carlo e ce lo ha confermato al telefono James Spader.

James Spader e The Blacklist

james spader
James Spader.

(Crime Magazine) James Spader, come si spiega il successo del tuo Red [come viene abitualmente chiamato Raymond Reddington, N.d.R.]?

(James Spader) I cattivi sono più divertenti, sia per gli attori da interpretare che per lo spettatore da guardare: rappresentano gli aspetti più estremi della società e appagano i desideri più morbosi di tutti noi, me incluso.

(CM) Cosa rende speciale la serie?

(JS) Sa essere intensa e irriverente, imprevedibile e serena al tempo stesso, ed è realizzata in modo bizzarro: il cast gira a New York, ma gli sceneggiatori vivono a Los Angeles. Siamo fisicamente separati da un continente intero.

(CM) Red è un manipolatore nato, tu come te la cavi con i segreti?

(JS) Alla grande: nessuno riesce a scucirmi le parole di bocca se non voglio.

(CM) L’idea che Red indossasse il cappello è venuta a te. Gli presti qualcuno dei tuoi?

(JS) 
Mai. Non mi piace mescolare le due cose, anzi da quando Red indossa più fedora, io ho iniziato a limitarne l’uso.

(CM) Potresti diventare una mente criminale brillante come lui?

(JS) 
Non penso proprio. Ho enorme rispetto della legge.

Ovvio, qualche piccola infrazione la commetto anch’io, soprattutto con le regole, che a mio avviso esistono per essere infrante, ma non ho mai speso un solo minuto in prigione e non intendo cominciare ora.

So bene che la giustizia fa funzionare una società e ne sono rispettoso, anche perché la pena resta per me un forte deterrente.

(CM) Credi che Red sia un mostro?

(JS) 
Non lo credo, lo so. E lo sa anche lui, come ha ripetuto in numerose occasioni.

(CM) Come vorresti che finisse la serie?

(JS) Non sono un tipo curioso e di solito mi concentro sul presente, il finale perfetto sarebbe quello più insospettabile.

E, da spettatore, amo essere sorpreso. Quindi da The Blacklist mi aspetto una chiusura al cardiopalma che gioca con l’idea di sopravvivenza.

The Blacklist e il punto di vista di Megan Boone

the blacklist
James Spader nei panni di Raymond “Red” Reddington e Megan Boone in quelli di Elizabeth Keen. (Foto Will Hart/NBC)

(CM) Megan Boone, qual è la parola d’ordine della serie?

(MB) Ambiguità: non si capisce mai da che parte schierarsi e c’è una zona grigia piuttosto affollata, con segreti, bugie e cospirazioni di varia natura.

(CM) Come fai a non essere risucchiata dall’ansia?

(MB) Uso le mie emozioni, tra cui la paura, come carburante e non metto muri tra me e Liz [il suo personaggio, N.d.R.] e nemmeno mi tengo a distanza.

So che si parla tanto di sicurezza di recente, ma io cerco di temere solo le cose che costituiscono un reale pericolo, senza sconfinare nella paranoia.

(CM) Il rapporto tra Liz e Red è in fondo uno dei misteri del telefilm. Concordi?

(MB) Assolutamente: questi due si guardano le spalle a vicenda ma in modo complicato e di sicuro non convenzionale.

(CM) Tra te e Spader c’è una dinamica simile?

(MB) 
Io lo considero un maestro, anche se non mi dà spontaneamente dei consigli.

Sembra enigmatico, ma non quanto Red, e ha sempre un’idea nuova da proporre. Lo rispetto moltissimo, ma non mi ha mai spaventato confrontarmi con lui.

(CM) Grandi verità saranno svelate prossimamente. Qual è il tono di The Blacklist ora?

(MB) James ha portato Red in una nuova fase, quella in cui riesce a vivere con una relativa serenità a prescindere dalle circostanze.

(CM) E Liz come cambia?

(MB) Si diverte di più, con un atteggiamento più possibilista verso i problemi.

Meno naive e perfettina, sembra abbracciare maggiormente la filosofia di vita di Red.

Anzi potrebbe sorprenderci con una svolta alla Breaking Bad [serie tv in cui il protagonista buono diventa cattivo, N.d.R.] e diventare proprio come lui anche se il mio aspetto dolce in quel caso sarebbe una maledizione.

(CM) Ti piacerebbe essere amica di Liz, la tua protagonista?

(MB) 
Lo sarei di certo, perché somiglia a molte donne con cui ho un legame profondo.

Liz non ama compiacere il prossimo.

In genere quando una ragazza si comporta così, c’è sempre qualcuno pronto a dirle che è una gelida stronzetta. Sbagliato.

(CM)Recitazione a parte, quali sono i tuoi interessi?

(MB) 
Sono molto coinvolta nella salvaguardia del pianeta, al punto da far diventare un mio impegno in un oggetto di studi.

Sono felice che sul set si presti attenzione all’ambiente, ad esempio riutilizzando il legno usato per costruire le scenografie oppure evitando di usare bottiglie d’acqua in plastica.

Il mio obiettivo è trovare nuovi modelli ecosostenibili.