Lucy Letby è un angelo della morte: il tipo più subdolo di serial killer che trova le sue vittime, del tutto indifese, nelle corsie degli ospedali, negli ospizi o nelle case di cura. Persone, spesso molto giovani, come i neonati uccisi da Letby, o molto malate che in nessun modo possono chiedere aiuto o difendersi.
I crimini stati commessi tra giugno 2015 e giugno 2016 quando Letby era infermiera al Countess of Chester Hospital, poco a sud di Liverpool, al confine con il Galles, dove ha ucciso sette bambini e ha tentato di ucciderne altri sei prima di venire individuata e fermata.
Ci sono, purtroppo, volute molte morti prima che la direzione dell’ospedale ascoltasse gli allarmanti avvisi che venivano dati, ormai da mesi, dai medici e dagli infermieri che lavoravano con lei. Tutti preoccupati per le sorti dei bambini. E, per altro, tutti sicuri che la causa dei decessi fosse senza ombra di dubbio il comportamento criminale di Letby.
Nata nel 1990, ha lavorato all’ospedale Countess of Chester per quell’unico anno, tra il 2015 e il 2016. Il processo contro di lei è durato da ottobre 2022 ad agosto 2023. Durante questo tempo, mano a mano che venivano pubblicate le notizie di aggiornamento sugli omicidi e sui tentati omicidi, altri genitori si sono rivolti alle autorità con il tragico dubbio che anche i loro figli, vivi o deceduti proprio al Countess of Chester, fossero rimasti vittime di Lebty.
La prova più schiacciante è stata che, sospesa Letby dal servizio nel 2016, non si sono più verificate morti sospette.
Lucy Letby, figlia unica di impiegati contabili, pare abbia sempre raccontato che la sua è stata una nascita difficile, piena di complicazioni, tanto che alla base della decisione di diventare infermiera, pare ci fosse una sorta di devozione a chi, da neonata, le aveva salvato la vita.
Durante il tirocinio, sembrava molto soddisfatta di essere stata spostata al reparto di terapia intensiva, sosteneva infatti che la vera azione avveniva lì, e non in altri reparti. Quando qualcuno avanzò dei dubbi sul fatto che Letby potesse essere responsabile di alcuni decessi, avvenuti durante i turni di notte che le erano stati assegnati, la direzione dell’ospedale la spostò ai turni diurni. Con la conseguenza che le morti sospette avvennero di giorno, anziché di notte.
Fuori dalla statistica
Le morti dei bimbi al Countess of Chester risultarono essere fuori da ogni statistica. Prima che Letby prendesse servizio erano un paio all’anno. Con l’arrivo della nuova infermiera, se ne verificarono quattro in un solo mese. Preoccupante era anche il fatto che, nonostante la rianimazione e le cure immediate, i bambini morissero comunque.
L’allarme riguarda proprio Lucy Letby: era lei a fare del male ai bambini. Restava da capire come.
La direzione dell’ospedale, per molto, troppo tempo, non prese provvedimenti, addirittura sostenendo che quelle contro Letby fossero illazioni dettate da una qualche invidia professionale.
Alla fine di giugno 2016, a distanza di un giorno uno dall’altro, muoiono due di tre gemelli e il direttore del reparto di neonatologia chiede che l’infermiera Letby, presente durante entrambi i decessi, venga rimossa dall’incarico.

In quel momento il conteggio delle morti era arrivato a sette: cinque neonati e due neonate non erano sopravvissuti durante i turni con l’infermiera Letby. La direzione dell’ospedale, fino ad allora più preoccupata dell’immagine che della vita dei piccoli pazienti, finalmente chiede l’intervento delle forze dell’ordine.
Le testimonianze sono drammatiche, come quella di una neomamma che disse di aver sentito un urlo straziante del proprio bambino provenire dalla nursery e, corsa a vedere cosa fosse accaduto, aveva trovato il figlio sporco di sangue, molto sangue, ma Letby le aveva impedito di avvicinarsi e le aveva intimato di lasciarla lavorare dicendole “Si fidi, sono un’infermiera”. Il bambino morirà poche ore dopo.
Durante l’indagine sono emersi i metodi con cui Lucy Letby uccideva i bambini: iniettando aria, sovralimentandoli con il latte oppure iniettando dosi di insulina. O, addirittura, usando presidi sanitari per provocare ferite nei piccoli. Tutti i bambini erano sani o con malattie guaribili.
Testimoni e inchieste
Letby, a differenza a differenza di altri serial killer, aveva una vita sociale. Alcuni amici sono convinti della sua innocenza. Così come i genitori che parlano di un piano orchestrato per incastrare la figlia e di un madornale errore giudiziario. Le autopsie hanno fatto emergere evidenze incontrovertibili. Così come il fatto che Letby sia stata vista, da più persone, mentre i bambini morivano.
Il processo, che ha esaminato i casi di 17 bambini, ha chiarito che Lucy Letby ha ucciso volontariamente e per suo piacere personale sette neonati e ha tentato di ucciderne altri sei.
Un’inchiesta giornalistica ha dimostrato quanto la direzione sanitaria fosse volutamente disattenta agli allarmi lanciati fin dal primo decesso. Allarmi che se ascoltati avrebbero evitato molte morti. E molto dolore.
L’ultimo gesto sprezzante di Lucy Letby è stato non presentarsi alla lettura della sentenza. Assenza condannata anche dal primo ministro britannico, Rishi Sunak, che ha bollato l’azione come quella di una “codarda” che non ha il coraggio di guardare in faccia i familiari delle vittime.
SCHEDA
NOME: Lucy Letby
NATA IL: 4 gennaio 1990
VITTIME ACCERTATE: 7 omicidi e 6 tentati omicidi
PERIODO DEGLI OMICIDI: giugno 2015 – giugno 2016
METODI USATI: iniettare insulina o aria, sovra alimentare i neonati, provocare ferite con strumenti medici.
ARRESTO: 3 luglio 2018
PERIODO DI DETENZIONE: agosto 2023 – attuale